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Niccolò Vonci > Parchi Urbani della Piana. Il paradosso del verde.

Il parco urbano, oggi, è la rappresentazione più immediata e visibile del rapporto che lega l’uomo all’ambiente naturale che lo circonda. Le città si espandono, grandi aree industriali emergono nella loro imponenza, tutto in un’ottica di trasformazione dell’ambiente naturale che prevede come unico beneficiario l’uomo. Eppure, nel momento stesso in cui piega la natura ai propri bisogni, sembra che di questa l’essere umano non riesca a fare a meno. Il parco è un piccolo cuore verde all’interno delle città in cui  trovare ristoro, riposo, pace. Lo stesso uomo che senza scrupolo ha usurpato la natura, ad essa rende omaggio prendendosene cura, tutelandola e valorizzandola, in un rapporto quanto mai ambivalente e ambiguo che si rispecchia perfettamente nell’architettura stessa dei parchi: vialetti di cemento a solcare l’erba, strutture ricreative che occupano spazi potenzialmente verdi, recinzioni che proteggono quello che prima hanno cancellato. Sembra che l’uomo non possa relazionarsi con  l’ambiente senza trasformarlo, non sia capace realmente di viverlo: ciò che facciamo oggi è abitare la natura. La vestiamo di oggetti che ci servono, ci divertono. La recintiamo, la abbelliamo, la plasmiamo a nostro uso e consumo. Fingiamo di estinguere un debito, di tributare un omaggio, di espiare un peccato: quello che facciamo, invece, è perseverare nel difetto originario.