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Giulia Maraviglia > Sei chilometri quadrati

Nella Piana, alle porte di Firenze, incastrato tra l’aeroporto, la circonvallazione di Sesto Fiorentino, l’A1 e l’A11, c’è un fazzoletto di terra di sei chilometri quadrati, sconosciuto ai più, dove non ci sono abitazioni ma che richiama quotidianamente gli abitanti dalle città limitrofe per attività del tempo libero.

È un’area difficilmente accessibile, dalla natura ambigua (pubblica, privata, di tutti, di nessuno?), densa di funzioni a prima vista inconciliabili. Ma è anche una “bolla” di silenzio in cui si annulla il rumore del traffico aereo e autostradale, in cui la relazione assume le caratteristiche di una reazione: la riappropriazione fisica e sociale di un territorio storicamente rurale che, con lo sviluppo infrastrutturale degli ultimi decenni, è diventato una terra di nessuno.

Ho utilizzato la fotografica per indagare dal punto di vista sociologico e urbanistico questo spazio. Il caos sensoriale vissuto durante gli scatti ha richiesto un rigore analitico: ho pertanto deciso di affrontare la complessità con una griglia multi categoriale.

Ne è emerso un sistema cartesiano che vede in ordinata alcuni elementi spaziali – i confini, i “luoghi”, i percorsi, i punti – e in ascissa alcune contraddizioni funzionali – i “conflitti aerei”, la persistenza di elementi naturalistici e del tessuto agricolo e la presenza di ritmi lenti all’interno di una zona che i più percorrono a 130 km orari.

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