Il Progetto #4

Chiara Barbucci - Quellli che aspettano -8

Il Turismo e la Città
Introduzione al Laboratorio a cura di DAVIDE VIRDIS

Firenze, città d’arte, tappa obbligata, insieme a Roma e Venezia, nei flussi del turismo globale, raggiunge in un anno quasi 10 milioni di turisti “pernottanti”. In che maniera il territorio si relaziona con questa invasione pacifica di umanità globalizzata? Aspetti percettivi di un fenomeno che è contemporaneamente principio d’identità e fattore di criticità, risorsa primaria per la vita della città ma anche causa di impatto socio-culturale sulla comunità locale. Il tema del Laboratorio 4 del Changing Landscapes intesp suggerire ai partecipanti un’esplorazione sul territorio delle città di Firenze o Prato alla ricerca di una chiave interpretativa personale tra le differenti forme percepibili del rapporto tra tessuto urbano, comunità stanziale e flusso turistico.

Chiavi interpretative e fenomenologie visuali
Introduzione ai lavori dei partecipanti al Laboratorio a cura di SANDRO BINI

Gli esiti del Laboratorio 4 del Changing Landscapes Il Turismo e la città hanno messo in evidenza la difficoltà progettuale ed esecutiva di un lavoro che affronta la complessità fenomenologica di un tema dibatutto e di grande attualità come quello dell’impatto del flusso turistico sulla nostra città, e l’imprescindibile necessità di individuare e sperimentare sul campo  chiavi interpretative valide e funzionali che possano permettere da un lato una selezione degli elementi visivi e dal’altro la costruzione, in fase di editing, di un discorso visivo critico e coerente.

Così se  Alessia Macchi con il suo Tour de force si concentra sulla salita che da San Niccolò porta alla collina di San Miniato a Firenze, evidenziando lo sforzo, anche fisico di un turismo mordi e fuggi, in cui sempre più brevi sono le occasioni di vero relax,  Chiara Barbucci in Quelli che aspettano si concentra sulle tante attese  fatte di noiosi tempi morti a cui sono costretti i turisti dei tour organizzati, concentrando la sua visione su tempi, luoghi, e atteggiamenti dell’attesa. Due lavori in qualche modo complemantari  per un’antropologia del turismo e sull’impatto visivo sulla nostra città.

Con 120′  Fabrizio Bruno compie, invece, una ricognizione della città turistca preconfezionata dal servizio di Bus City Sightseeing. ll suo è un tentativo mimetico di assumere il punto di vista del turista  che acquista questo tipo di servizio, allo scopo di interrogarsi sul consumo e sull’omologazione visiva dei luoghi. L’uso del dittico e una precisa geolocalizzazione oraria evidenziano il conformismo di questa esperienza: una sociologia visuale di grande forza concettuale.

Infine Tourism precincts in Florence Massimo Carta  indaga la conformazione spaziale dei tourism precincts (recinti per turisti) nel Centro storico di Firenze ripresi in vari momenti della giornata, evidenziando visivamente come questi percorsi predefiniti con il loro arredo urbano condizionino di fatto la fruizione della città e i comportamenti non solo dei turisti ma anche dei residenti. Una lettura urbanistica degli “spazi riservati” che si interroga criticamente sulla loro reale efficacia relazionale.