Progetto #3

(19)

 

Gli Spazi della Relazione nel Territorio della Piana
Introduzione al Laboratorio a cura di DAVIDE VIRDIS

In che maniera il luogo influisce nella gestione dei nostri rapporti relazionali? O forse sono le relazioni con le persone che alterano la nostra percezione dei luoghi? Il tema del III Laboratorio Changing Landscapes intende suggerire ai partecipanti una esplorazione sul territorio della Piana alla ricerca di differenti tipologie di luoghi della socializzazione. Usare lo strumento fotografico per ragionare sulle diverse forme che la società contemporanea usa per costruire la propria rete di relazioni, raccontare quindi, attraverso le immagini, la nostra percezione del rapporto tra il luogo e “dinamica relazionale” in esso costruita.

 

La fotografia come spazio di relazione e interrogazione dei luoghi
Introduzione ai progetti dei fotografi a cura di SANDRO BINI

Indagare con la fotografia, strumento che consente di costruire relazioni e di mettere in relazione, spazi progettati o meno per dar corpo a dinamiche sociali in un territorio, sembrerebbe compito apparentemente facile. In realtà, invece, se con la fotografia si vuole esplorare e comprendere la complessità di una tematica, la cosa non è poi così scontata. Individuare e sperimentare sul campo una chiave di lettura rimane la cosa più importante. Definire il progetto, metterlo alla prova sollevando continui interrogativi è stato il nostro metodo di lavoro. In questo senso le destinazioni d’uso di architetture e spazi urbani nell’ambito delle relazioni umane e sociali possono trovare nel mezzo fotografico un ottimo elemento di verifica, oppure la fotografia può evidenziare funzioni e connessioni impreviste, nuove prospettive. I tre fotografi del Laboratorio 3 hanno lavorato con questo approccio di indagine su spazi e situazioni diverse, in maniera progettuale ma fortemente interrogativa.

La ricerca di Alessandro Landozzi Spazi costretti sulle aree ludiche dei giardini pubblici nasce dalla frequentazione diretta in quanto genitore.  La sua è quindi una ricerca di uno spazio di relazione prima vissuto e poi ripensato attraverso la fotografia. Alessandro non si è interessato al racconto di quanto vi accade quotidianamente, quanto alle costanti strutturali e architettoniche che caratterizzano questi spazi nel nostro territorio. Li ha fotografati quindi ancora vuoti evidenziandone le potenziali funzionalità relazionali per grandi e per piccini.

Sei chilometri quadrati di Giulia Maraviglia è invece un viaggio in una “bolla verde” nel territorio della Piana, dove lo spazio (perfettamente delimitato da alcuni importanti infrastrutture)  così per come è attualmente utilizzato o non utilizzato, definisce relazioni sociali ambigue, complesse e differenziate, fortemente sintomatiche delle dinamiche territoriali in atto. Per cercare di interrogare con la fotografia questa diversità Giulia ha scelto il rigore analitico, affidando poi ad una griglia cartesiana multicategoriale il compito di incrociare e far dialogare temi e immagini, ovvero gli elementi spaziali con le contraddizioni funzionali.

Vedute stradali di Pierpaolo Pagano è invece un vero e proprio censimento fotografico di architetture relazionali condotto sulla via Pratese che collega Firenze a Prato. Pierpaolo ha lavorato con grande rigore, in maniera lenta, con il banco ottico e lastre bianconero. Il suo è un approccio archivistico e uno sguardo “democratico”, oserei dire parificato.  La sua ricerca è uno studio e una verifica sulla funzionalità architettonica, sull’impatto urbanistico e sociale di strutture vecchie e nuove, sulla complessità del territorio e anche un omaggio, una rilettura e, forse, un interrogativo sulla grande tradizione e funzione storica della fotografia documentaria.