Il Progetto #1

Giovanni De Leo - La Domenica del Villaggio - Campi Bisenzio (3)

Un’ ”Osservatorio” sull’area metropolitana
Introduzione al Laboratorio a cura di DAVIDE VIRDIS

L’Associazione Culturale DEAPHOTO in collaborazione con l’Associazione Culturale TERRITORI, hanno curato la realizzazione di un Laboratorio di Fotografia del Territorio avente come soggetto di indagine l’area metropolitana che si estende, senza soluzione di continuità, tra Firenze e i comuni della Piana per arrivare fino ed oltre Prato creando, di fatto, una unica realtà urbana policentrica. Il Progetto nasce con l’ambizione di istituire un vero e proprio Osservatorio sull’area metropolitana che, con cadenza annuale, utilizzando il linguaggio della fotografia possa monitorare le pulsazioni dinamiche del Territorio.

Il Laboratorio ha visto la partecipazione, oltre che dei due curatori e docenti, di nove studenti  che, essendo già in possesso di una buona conoscenza della tecnica e del linguaggio fotografico hanno potuto lavorare allo sviluppo di un progetto di analisi percettiva sul paesaggio urbano, sulle forme che ne denotano la sua complessa contemporaneità. A loro è stato chiesto, in fase preliminare, di strutturare i propri Progetti Fotografici partendo da un principio fondante: proporre concetti da esplorare, e non quindi elenchi di “oggetti” da documentare. Non è importante definire ciò che è presente in un territorio, piuttosto il modo in cui quel dato elemento si relaziona con esso, dialoga con il suo intorno, diventa elemento fondante del sistema paesaggio.

La prima parte del Laboratorio è stata quindi dedicata alla discussione tra i docenti e il gruppo in merito alle singole proposte progettuali e la conseguente definizione di un’organicità complessiva del lavoro. Ogni studente ha avuto l’opportunità di sviluppare la propria idea, senza limitazioni nella scelta dell’utilizzo di strumenti e linguaggi fotografici che ha ritenuto potessero essere i più efficaci per inseguire il proprio risultato. La fase operativa sul campo è stata scandita da alcune revisioni di verifica con i docenti, nelle quali gli studenti hanno avuto l’opportunità di lavorare sulla coerenza del proprio punto di vista, abbandonare l’esercizio di stile fine a se stesso, costruire e consolidare la coerenza tra l’idea progettuale e il risultato finale.

Un risultato che si caratterizza per l’eterogeneità dei suoi lavori, in una indagine complessiva che sente la necessità di confrontarsi con le nuove forme aggregative di un territorio caratterizzato da un’importante sviluppo industriale a seguito del quale ha assunto l’aspetto di area di margine urbano non finito nel quale i distretti industriali si intersecano ad infrastrutture di dimensione sovra locale, nuclei abitativi storici, aree di sviluppo residenziale, vecchie assi stradali, orti urbani, micro sistemi paesaggistici di interesse naturalistico, Tutto questo adagiato su un tessuto agrario, tuttora dedicato sia alla coltivazione ma anche caratterizzato dalla trama insediativa storica, scandita dalla presenza delle ville padronali e delle case coloniche.

Niccolï Vonci - Parchi Urbani della Piana (3)

Mappa visiva di una trasformazione in atto
Presentazione dei Progetti fotografici a cura di SANDRO BINI

Gli undici Progetti del Laboratorio fotografico “Changing Landscapes”,  costituiscono il primo sperimento e il primo risultato  di un work in progress che cerca di descrivere la mappa visiva di una trasformazione in atto. Si tratta ovviamente ancora di una mappa incompleta, provvisoria, ma sintomatica, almeno crediamo, delle principali dinamiche di sviluppo urbanistico, economico e sociale del Territorio della Piana fra Firenze e Prato. I due docenti-curatori e i nove studenti impegnati in questo ambizioso progetto di ricerca, si sono confrontati con la geografia, l’economia e la socialità dei luoghi secondo prospettive e metodologie di approccio soggettive e differenziate (talvolta tematiche, altre seguendo direttrici itineranti e trasversali) ma  che hanno tenuto di conto in ogni caso degli elementi di novità e di trasformazione del paesaggio. Per rendere questa mappa sempre piu interessante, utile e dettagliata, saranno necessarie ulteriori campagne di ricerca a approfondimento, che contiamo di sviluppare con l’attivazione di nuovi Laboratori di indagine.

Davide Virdis (docente e curatore con Sandro Bini del Progetto) con il suo Tres Chaud, ha scelto un approccio narrativo di tipo tematico, indagando  il recente fenomeno della nascita delle stazioni balneari lungo il corso del fiume Arno come interessante aspetto di trasformazione sociale del paesaggio fluviale, sintomatico di recenti dinamiche economiche e climatiche. L’altro docente-curatore, Sandro Bini, con le sue Esplorazioni sulla via Pistoiese, ha scelto invece un approccio “on the road” attraversando la Piana in scooter su una delle sue principali direttrici stradali alla ricerca degli elementi di novità e trasformazione che  si sovrappongono, si intersecano e si contrappongono agli aspetti “storici” e “tipici” del paesaggio. Il lavoro di Alberto Ianiro (La Piana Agricola) evidenzia invece come nella Piana le strutture, le attività e gli spazi  destinati all’agricoltura siano ancora quantitativamente ed economicamente rilevanti e come questo tipo di paesaggio costituisca il background visivo, sociale e culturale sul quale si innestano e si contrappongono le nuove “economie”.  Un personale viaggio sulla “declassata” SP 26, costituisce per Azzurra Becherini (Un luogo non comune) un “pretesto visivo” per un tipo di esplorazione itinerante che tiene conto delle percezioni soggettive e delle barriere visive e mentali che interferiscono con la percezione del paesaggio mentre lo si attraversa “comunemente” a bordo di un auto. Sul positivo recupero sociale e culturale di due importanti ex aree industriali della Piana (Ex Breda Pistoia, Ex Macelli Prato) si sofferma invece lo sguardo, attendo a cogliere la trasformazione in atto di Camilla Fondelli (Recupero di ex aree industriali), mentre Diego Ciconesi (Non luoghi della Piana) analizza con rigore e ironia la sovradimensionata bigness delle recenti nuove strutture commerciali e ricreative. Una lettura sociale dei nuovi spazi urbani emerge dal lavoro su Campi Bisenzio di Giovanni de Leo (La domenica del villaggio), esemplare della diffusa tendenza alla creazione di aree pedonali-commerciali nei vecchi e nuovi centri urbani non solo nella Piana, mentre l’osservazione rigorosa di Michelangelo Chiaramida si concentra in maniera specifica sul confronto fra le differenti tipologie strutturali  presenti dell’area industriale dell’Osmannoro (multinazionali, imprese locali, nuove realtà cinesi) come evidenze architettoniche delle trasformazioni economiche dell’economia globalizzata. Con i suoi ritratti ambientati nei parchi Niccolò Vonci torna al paesaggio-vissuto, compiendo una riflessione sul loro utilizzo sociale (sport e tempo libero) e sull’ “addomesticamento” della natura tipico della nostra cultura. Di nuovo un approccio itinerante contraddistingue il complesso tentativo di Sabrina Ingrassia di evidenziare visivamente come la presenza di importanti ville e borghi storici nella Piana sia stata mimetizzata o addirittura resa invisibile dall’esplosione urbanistica e industriale del suo Territorio a partire dagli anni Settanta. Questo aspetto del paesaggio evidenzia in maniera emblematica  come tutta una storia e una cultura siano state “soffocate” nel giro di pochi decenni dall’esplosione urbanistica e dai riti del benessere e del consumo. Infine il paesaggio industriale, con l’attenzione ai nuovi insediamenti, costituisce il tema di ricerca di Vincenzo Ettorre, che scegliendo fotograficamente una ampia visione panoramica, evidenzia il tessuto agricolo e il “vuoto” nel quale queste nuove strutture vanno ad inserirsi ed il loro impatto ambientale.

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